In data 16 aprile 2009, lo scrivente e il dott. Egidio D’Angelo
inviarono la seguente mail al principe Moncada Paternò, allora proprietario del
palazzo Butera di Palermo:
Gent.ma fam. Moncada
Paternò, proprietaria dell'immobile denominato palazzo Butera,
i sottoscritti prof. Filippo Salvaggio e dott. Egidio D'Angelo,
studiosi di Storia locale, chiedono cortesemente di potere osservare e
possibilmente fotografare la raffigurazione del feudo di Barrafranca
situato nella Sala dei Feudi di Palazzo Butera, al fine di acquisire
informazioni topografiche dell'abitato di Barrafranca in epoca antecedente
al terremoto di fine Seicento. I risultati di tale studio saranno
pubblicati.
Nel ringraziarvi
anticipatamente della cortese disponibilità, in attesa di un Vostro
riscontro, Vi inviamo i più cortesi saluti.
La gentile
risposta non si fece attendere, giungendo in data 17 aprile 2009:
Egr. Professore, il Principe Moncada ha
dato la sua autorizzazione per il sopralluogo a Palazzo Butera.
La prego di contattare
i ns. uffici dal lun. al ven. dalle 9 alle 13 per concordare la visita.
Cordiali saluti.
La nostra
auspicata visita era dovuta al fatto che il dott. D’Angelo aveva notato delle
scritte nel sopraporta, ma la condizione dello stesso e la scarsa qualità dell’immagine
scansionata non offrivano l’opportunità di decifrarle. Per diversi motivi
entrambi non riuscimmo ad andare a Palermo a compiere la “missione”, ma la
voglia e la curiosità di conoscere il contenuto del sopraporta non sono mai
venute meno.
Nel 2016,
Francesca e Massimo Valsecchi, divennero i nuovi proprietari del palazzo e lo
restaurarono, rendendolo visitabile dal 17 giugno 2018. Furono anche restaurati
i sopraporta della sala dei feudi e dal 10 novembre dello stesso anno fu
inaugurata una mostra denominata “Le città del Principe”. Finalmente si offrì
una nuova possibilità di poter leggere il dipinto e mi recai in data 11
novembre a Palermo, accompagnato dall’Arch. Salvo Zafarana. Agli occhi di
entrambi si spalancò un viaggio meraviglioso nel passato e l’esame delle
scritte si rivelò fruttuoso. Assieme all’Arch. Zafarana ci confrontammo sulla
lettura della pianta settecentesca: fu poi lui a incoraggiarmi a metterla per
iscritto.
Grazie,
dunque, a Egidio D’Angelo, a Salvo Zafarana e ai coniugi e mecenati Valsecchi
si aprono nuove pagine di storia locale, facendo luce su un passato che a noi
piace immaginare felice e ameno.
P. S. La mostra terminerà il 24 marzo 2019, ma noi auspichiamo che altri studiosi possano avere il piacere di trovarsi di fronte ai sopraporta che raffigurano i feudi dei principi Ercole Michele e Salvatore Branciforti, offrendo uno spaccato di vita piuttosto veritiero della seconda metà del Settecento.
Filippo Salvaggio
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